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  • Francesco Stazi

I cambiamenti climatici potrebbero aumentare il rischio di "shock" della produzione alimen


In questo articolo, pubblicato sul magazine online di Eco-Business il 12 giugno 2018 si riporta uno studio eseguito della Dottoressa Michelle Tigchelaar dell’Università di Washington, precedentemente pubblicato sul magazine online Carbon Brief il giorno 11 giugno 2018, con il titolo: “I cambiamenti climatici potrebbero aumentare il rischio di "shock" della produzione alimentare globale (Climate change could heighten risk of global food production ‘shocks’)”. Questo studio, eseguito dai ricercatori dell’Università di Washington, guidati dalla Dottoressa Tigchelaar, assieme ai colleghi della Stanford University e della Università del Minnesota descrive, mediante modelli matematici, l’aumento del rischio di shock nella produzione di cereali a seguito di intensi cambiamenti climatici. I ricercatori usando gli opportuni modelli matematici hanno simulato due diversi scenari di riscaldamento globale, dapprima hanno simulato un incremento della temperatura di 2°C e successivamente di 4°C, al fine di comprendere gli effetti di un incremento di temperatura sulle culture nei seguenti paesi: Stati Uniti, Cina, Brasile, Argentina, Francia e Ucraina ovvero paesi che producono oltre due terzi del grano del mondo. La simulazione ha permesso di osservare una riduzione produzione totale media del 8-18% se il pianeta si riscalda di 2 ° C e del 19-46% con un aumento di 4 ° C della temperatura mondiale. Gli scenari di riscaldamento considerati nello studio mostrano visioni del futuro molto diverse. Un limite di riscaldamento ai 2 °C è sancito dall'accordo di Parigi, ma gli impegni attuali non sono sufficienti per rispettare l’accordo. Il riscaldamento del pianeta di 4 ° C richiederebbe altri otto o più di emissione di CO2 mantenendo i tassi odierni. Con il riscaldamento globale di 1 ° C raggiunto fin’ora, la tecnologia ha permesso il superamento degli impatti negativi di un clima più caldo. Ma a meno che non si incrementi molto la tolleranza al calore delle colture, evitare un futuro a bassa resa e dipende in larga misura dalla velocità con cui le emissioni globali di CO2 possono essere ridotte.

Per maggiori informazioni e per chi fosse interessato allo studio originale si rimanda ai seguenti link:

Eco-Business: http://www.eco-business.com/news/climate-change-could-heighten-risk-of-global-food-production-shocks/

Carbon Brief: https://www.carbonbrief.org/guest-post-climate-change-could-heighten-risk-global-food-production-shocks

Articolo Proceedings of the National Academy of Sciences: http://www.pnas.org/content/115/26/6644

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