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Inquinamento PFAS: le acque avvelenate sono un crimine


[Fonte: Centro Internazionale Civiltà dell'Acqua] L'inquinamento delle acque e il grave danno ambientale provocati dai Pfas hanno colpito l'intero Veneto. Infatti se l’epicentro è localizzato nel vicentino, la presenza delle sostanze inquinanti si propaga anche nel Veronese e nell’Alta Padovana, fino a lambire la Marca trevigiana, il Veneziano e il Polesine, inquinando acque superficiali e falde di un’area estesa su 180 chilometri quadrati e popolata da oltre 300 mila persone.

La multinazionale Miteni spa, con sede a Trissino, ha negato ogni responsabilità per voce dell’ad Antonio Nardone. Ma la Commissione Parlamentare non la pensa così, poiché il sistema di filtrazione adottato dall'azienda "ha prodotto qualche miglioramento, con un trend in diminuzione dei Pfas sia in concentrazione, sia in flusso di massa". Ma non abbastanza perché "l’azienda è insediata in area di ricarica di falda, in presenza di un acquifero indifferenziato, sicché è altamente probabile che questa contaminazione contribuisca all’inquinamento della falda a valle, tanto più che la presenza pluridecennale sul sito di queste tipologie di produzioni fa presagire una contaminazione di natura storica».

Nelle 98 pagine della relazione conclusiva della Commissione Parlamentare ecomafie sull'inquinamento dell'acqua provocata daiPfas, sostanze perfluoroalchiliche di produzione industriale, si afferma:

  • "Che le acque che la Miteni scarica nel depuratore consortile e anche nel torrente Poscola contengono sostanze perfluoroalchiliche, con concentrazioni rilevanti di Pfoa e di Pfos";

  • "Che tali sostanze appartengono alla classe dei composti organici alogenati, con la conseguenza che rientrano nell’elenco delle sostanze pericolose";

  • "Che, per quanto sopra osservato sulla particolare natura dei terreni, le acque contaminate percolano nell’acqua di falda idropotabile";

  • "Che il principale veicolo dei Pfas è l’acqua, sia per uso potabile che agricolo e zootecnico";

  • "Che la popolazione esposta assorbe le sostanze perfluoroalchiliche, che si accumulano nel sangue in concentrazioni molto più alte rispetto alla popolazione non esposta".

Sul grave inquinamento indagherà anche una Commissione Regionale. Intanto, però, la Miteni rimane operativa, mentre si attende di bonificare al più presto la falda. Restano dubbi su chi effettivamente dovrà pagare questo disastro ecologico senza precedenti in Veneto.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Centro Internazionale Civiltà dell'Acqua

#ITA #inquinamento #acqua #pfas

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