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La UE pubblica il Riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'UE


Nel maggio 2016, la Commissione ha avviato il riesame dell'attuazione delle politiche in materia di ambiente: un ciclo di analisi, dialogo e collaborazione di due anni per migliorare l'attuazione delle politiche e della normativa ambientali dell'UE attualmente in vigore.

Come primo passo, la Commissione ha elaborato 28 relazioni che descrivono le principali sfide e opportunità dell'dell'attuazione per ciascuno Stato membro. Le relazioni hanno lo scopo di stimolare un dibattito positivo sia sulle sfide ambientali comuni per l'UE, sia sui modi più efficaci per affrontare le cruciali lacune di attuazione.

Le sfide principali sono state selezionate tenendo conto di fattori quali la rilevanza e la gravità della questione di attuazione delle politiche ambientali, alla luce degli effetti sulla qualità della vita dei cittadini, della distanza dall'obiettivo e delle implicazioni finanziarie. Le relazioni accompagnano la comunicazione "Riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'UE: sfide comuni e indicazioni su come unire gli sforzi per conseguire risultati migliori", che individua le sfide comuni a diversi Stati membri, formula conclusioni preliminari sulle possibili cause profonde delle lacune nell'attuazione e propone azioni congiunte per ottenere risultati migliori. Inoltre, nel suo allegato, raggruppa le azioni proposte in ogni relazione specifica per paese volte a migliorare l'attuazione a livello nazionale.

Di seguito una sintesi della Relazione relativa all'Italia, l'intero Report è scaricabile QUI mentre un'ampia sintesi è disponibile nella FACTSHEET.

Profilo generale

L'attuazione delle politiche ambientali rappresenta per l'Italia una sfida, in considerazione delle notevoli divergenze regionali esistenti in termini di gestione delle risorse idriche e dei rifiuti. Per quanto riguarda l'efficienza delle risorse, l'Italia è all'avanguardia in materia di accordi volontari e presenta uno dei più alti livelli di EMAS e marchi di qualità ecologica (ecolabel) nell'UE. L'adozione del Collegato Ambientale rappresenta un importante passo avanti verso l'integrazione ambientale.

Sfide principali

Le principali sfide in relazione all'attuazione in Italia delle politiche e della normativa ambientali dell'UE sono:

  • migliorare la gestione dei rifiuti e le infrastrutture idriche, così come il trattamento delle acque reflue, che rappresentano delle preoccupazioni persistenti, in particolare, nel Sud Italia;

  • migliorare la gestione dell'utilizzazione del suolo, delle alluvioni e dell'inquinamento atmosferico nelle regioni centrali e settentrionali;

  • designare le ZSC rimanenti, migliorando lo stato di conservazione degli habitat e delle specie di interesse unionale, attuando pienamente gli strumenti messi a disposizione da Natura 2000, utilizzando i quadri regionali di azione prioritaria per garantire una migliore integrazione dei fondi UE ed una pianificazione più strategica degli investimenti.

Opportunità principali

L'Italia potrebbe realizzare prestazioni migliori in relazione a temi sui quali esiste già una buona base di conoscenze e buone pratiche. Ciò vale in particolare con riferimento a:

  • utilizzo delle opportunità di prestiti della BEI e investimenti a favore dell'ambiente, con il sostegno dei fondi SIE e del FEIS. Il sostegno dei fondi SIE può incrementare la qualità e l'efficienza della pubblica amministrazione nello sviluppare un migliore modello di governance ambientale;

  • utilizzo del "Green Act" e del comitato per la fiscalità ambientale per predisporre proposte di ampio respiro;

  • utilizzo del progetto integrato "GESTIRE 2020" [per aggiornare il quadro di azione prioritaria Natura 2000 per la Lombardia] come esempio per altre regioni italiane.

Punti di eccellenza

Laddove l'Italia ha sviluppato approcci innovativi, questi potrebbero essere condivisi con altri paesi. Buoni esempi sono:

  • valutazioni ambientali integrate e facilità d'utilizzo del portale web del ministero dell'Ambiente dedicato a VIA e VAS;

  • i piani regionali di rafforzamento amministrativo che coprono i fondi nazionali e i fondi SIE;

  • il Comitato per il capitale naturale istituito dal Collegato Ambientale;

  • approcci innovativi sviluppati dai progetti LIFE;

  • gli indicatori BES5.

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