Il 26 aprile scorso è stata presentata la X indagine di Federconsumatori sulle tariffe del servizio idrico integrato. Durante il dibattito sono stati toccati il tema dell’attuazione dei risultati del referendum abrogativo del giugno 2011, il tema del nuovo assetto del servizio idrico nazionale a seguito dell’approvazione del “Decreto Salva Italia” che ha trasferito le funzioni di regolazione, vigilanza e controllo del servizio all’Autorità dell’energia (compreso quello di definire il nuovo metodo tariffario dando attuazione al risultato referendario) e lasciato al Ministero dell’Ambiente in particolare la definizione degli obiettivi generali e dei livelli minimi di qualità del servizio idrico.
L'indagine ha preso in esame 105 (su un totale di 113) città capoluogo di Provincia campionate ha evidenziato una spesa media per un consumo di 200 m3 annui pari a € 313,41.
Le Regioni con la bolletta mediamente più elevata per un consumo anno di 200 m3 sono Toscana (€ 459,17), Umbria (€ 394,37) Emilia Romagna €389,80) quelle con la bolletta meno elevata sono Lombardia (€ 217,99), Calabria (€ 214,88) e Molise (€ 146,55).
Le città con la bolletta più cara sono Firenze, Pistoia e Prato (€ 503,03), Arezzo (€ 494,36), Grosseto e Siena (€ 480,44); le città con la bolletta più economica sono Sondrio (€ 188), Udine (€ 132,48), Campobasso (€ 166,91), Milano (€ 133,84) e Isernia (€ 126,18). Quindi rispetto alla città meno cara (Isernia), quella più cara (Firenze) ha una bolletta superiore di circa quattro volte.
Il confronto tra la bolletta 2010 e quella 2011 è stato effettuato per le 92 città per le quali sono disponibili entrambi i dati. L’aumento medio rispetto al 2010 è stato pari al 7,43% pari a due volte e mezzo il tasso di inflazione registrato nel medesimo periodo.