Nel suo documento Antonio Rusconi, membro del comitato direttivo del Gruppo 183, mette in risalto come solo attraverso la conoscenza della complessa storia del piano di bacino si può comprendere adeguatamente le diverse esperienze dei suoi piani stralcio, tra cui in particolare i piani per l'assetto idrogeologico e i piani di tutela delle acque. Il discorso si focalizza sulle difficoltà di coordinamento tra il piano di bacino e la pianificazione urbanistica. difficoltà che rappresenta un particolare aspetto della sostanziale inefficacia della politica della difesa del suolo nel nostro Paese.
Oltre che alla dimensione del distretto idrografico, scala coerente con gli aspetti idrologici e con la logica delle direttive comunitarie, è necessario poter leggere alcuni fenomeni alla scala locale (provinciale e comunale). Di conseguenza, secondo Rusconi va inaugurata una nuova stagione nella pianificazione di bacino, nella quale tutti i soggetti pubblici, mediante specifiche intese con le autorità di bacino, siano chiamati a partecipare al processo di copianificazione, trasferendo nei rispettivi strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica le indicazioni del piano di bacino distrettuale e diventando essi stessi, per gli aspetti connessi con la difesa del suolo ed il governo delle acque, una sorta di veri e propri piani-stralcio di bacino.