Gruppo183 Admin Group

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Miglioramento di compromesso della direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi
La proposta di direttiva relativa ai “servizi nel mercato interno” (cd Bolkestein) è arrivata ad un primo passaggio del Parlamento europeo, che la modifica, sulla base di un compromesso tra socialdemocratici e popolari europei, a loro volta divisi al loro interno.
Dalla sua presentazione unanime da parte della Commissione europea (22 febbraio 2004) sono passati due anni, che hanno visto una opposizione crescente, partita da gruppi minoritari e poi estesa ai sindacati, a una parte crescente del Parlamento europeo e anche ad alcuni Governi, come la Francia, dove ha inciso sullo stesso voto (contrario) al Trattato che istituisce la Costituzione europea.
La proposta iniziale introduceva la liberalizzazione pressochè generalizzata dei servizi e dei relativi rapporti di lavoro tra i Paesi dell’Unione europea, in linea con gli indirizzi dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e gli orientamenti di Lisbona del 2001 per la competitività: una concorrenza al ribasso e una perdita di tutela dei diritti.
In particolare, la Bolkestein prevedeva che i servizi e i rapporti di lavoro relativi dovessero essere regolati secondo le normative dei Paesi di origine e non di quelli in cui si esercitavano (il cd principio del Paese di origine: art 16). Con l’effetto di aprire uno spostamento di imprese e di addetti dai Paesi meno tutelati (i Paesi di provenienza, in netta prevalenza quelli entrati nell’Unione con il suo allargamento da 15 a 25) a quelli con normative più avanzate, esponendo imprese e addetti dei servizi del Paese di approdo alla perdita delle loro tutele, propria per di un mercato non regolato; e in contrasto con il principio della armonizzazione previsto nei rapporti tra i diversi ordinamenti dei Paesi dell’Unione.
La modifica più importante approvata dall’Europarlamento (394 voti a favore, 215 contrari, 33 astenuti) esclude il cd principio del Paese di origine per diversi servizi (l’acqua lo era già nel testo iniziale, con la formula “i servizi di distribuzione dell’acqua” (art 17, n.4).
Adesso, il testo modificato torna alla Commissione per essere riscritto, poi passerà ai Ministri e di nuovo, in autunno, al Parlamento.
Gli sviluppi del percorso della direttiva sono seguiti con grande interesse da tutta la stampa, dalle forze sociali e politiche: sia perché i servizi riguardano già quasi il 70% dell’occupazione attuale e concorrono a formare il 70% del PIL dell’Unione europea; sia perché costituiscono un punto decisivo del Welfare in ogni Paese. E una cartina di tornasole delle oscillazioni dell’Unione europea sulla direzione di marcia della qualità sociale della sua convivenza e del suo sviluppo.
Gruppo 183
Roma, 17 febbraio 2006.
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