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Gruppo183 Admin Group

Registrato: 25 Gennaio 2003 Nazione: Italy Messaggi: 58
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| Inserito: 03 Febbraio 2009 alle 11:37 | IP Registrato
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Cari amici,
come sapete è attualmente all’esame delle camere uno schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2006/118/CE sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento.
Lo schema di decreto assume il compito di raccogliere in un unico corpus normativo le norme di tutela qualitativa previste dalla direttiva in questione e quelle sulla tutela quantitativa contenute nel D.lgs.152/2006 sulle norme in materia ambientale per quanto riguarda le acque sotterranee.
Lo schema di decreto quindi, invece di integrare il D.lgl.152/2006, mantenendone l’unità, estrapola e regolamenta in modo separato la specifica materia delle acque sotterranee, invertendo così la tendenza a creare e mantenere un testo unitario dell’ambiente, e quindi una disciplina sistematica ed unitaria del governo dell’acqua.
Inoltre il decreto circoscrive la nuova disciplina all’attività di prevenzione e controllo dell’”inquinamento” delle acque sotterranee, tralasciando la nozione del tutto nuova di “deterioramento” delle acque sotterranee introdotta dalla direttiva.
E ancora il decreto ignora l’opportunità di una norma transitoria, specificamente prevista dalla Direttiva, idonea a trasferire l’attuale sistema di governo dell’acqua nel nuovo sistema.
Questi sono solo alcune delle osservazioni che Francesco Lettera espone nel documento di contributo per il recepimento della Direttiva 2006/118/CE e che abbiamo pubblicato sul nostro sito per aprire una discussione sul tema nello spazio dedicato all’interno del forum.
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zazzi Newbie

Registrato: 30 Dicembre 2008 Nazione: Italy Messaggi: 2
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| Inserito: 04 Febbraio 2009 alle 17:37 | IP Registrato
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Nel documento puntuale di Lettera credo vada sottolineato il richiamo alla incongruenza e sproporzione tra la meticolosità dei protocolli delle analisi richieste e il tenue grado di incisività delle misure normative introdotte, nonché all’assenza di fonti di finanziamento.
Se uniamo una ancora carente definizione dei contenuti di governo delle risorse idriche, dovute alla difficoltà di individuare un soggetto unitario a cui attribuire le competenze generali e strategiche sulle acque, si può essere facili profeti nel prefigurare un ulteriore indebolimento e la probabile responsabilizzazione solo formale delle sedi istituzionali in cui avviene la gestione ordinaria delle risorse.
Facilitando ancora una volta il persistere di una cultura degli interventi emergenziali, della quale il nostro paese non sembra riuscire a fare a meno.
__________________ Michele Zazzi
Coordinatore Gruppo 183
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