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Tavola rotonda

Intervento di Bonatti,
INEA

Un paio di osservazioni per rispondere a queste del presidente di sessione. Lo studio cha ha fatto l'INEA dal '98 e continuiamo a fare ancora oggi, è a 360 o sull'irrigazione nel Mezzogiorno. Quindi una tematica molto specifica e una porzione di territorio che comunque è molto rilevante, perché è comprende tutte le regioni del Sud, Abruzzo, Sicilia e Sardegna comprese. La cosa che noi abbiamo potuto osservare è che senza l'acqua l'agricoltura del Sud non esisterebbe, per cui mi spavento molto. Negli anni '50, anche senza acqua, un'agricoltura c'era,ma l'agricoltura che c'è oggi, che ci consente di avere insalate, primizie, pesche e albicocche, senza una buona disponibilità d'acqua in buona parte scomparirebbe.

Volevo però sfatare un paio miti che o sentito questa mattina, che vedono da un lato un'agricoltura che è eccessivamente consumatrice di acqua. Quello che noi abbiamo visto è che i dati sui consumi e sui fabbisogni sono spesso sballati, non ci ritroviamo con quel 70% di acqua che l'agricoltura consuma, che deriva da statistiche internazionali o da analisi fatte in Paesi in via di sviluppo. La situazione da noi è un attimo diversa. C'è, invece, spesso un problema che abbiamo riscontrato nella nostra indagine e che deriva dall'uso extra-consortile. Noi abbiamo individuato, per ogni ettaro irriguo gestito dai consorzi di bonifica, irrigato con l'acqua dei consorzi di bonifica, un ettaro irriguo gestito con acqua privata, il che vuol dire, sostanzialmente, prelievi abusivi da corsi d'acqua o prelievi abusivi da pozzi. Il che è un problema molto importante che, forse, spesso viene ignorato. Anche nella discussione di oggi, in cui si parlava di partecipazione, di gestione dell'acqua, pensare che c'è una grossa fetta di acqua che sfugge comunque, perché è gestita in modo abusivo, a qualunque forma di pianificazione e gestione è un problema importante.

Un altro problema che noi abbiamo rilevato, e direi che è abbastanza generalizzato, è una grossa mancanza di numeri, di misure. È difficile ragionare su fabbisogni reali, su consumi reali delle colture, su volumi reali che vengono erogati a singole colture, e quindi tutto pone, secondo me, nella difficoltà di gestire, di pianificare, e anche di avere un approccio partecipativo che è l'oggetto del convegno di oggi. Un suggerimento: al di là delle attività che sono previste dalla Direttiva, il mio invito sarebbe quello di fare un grosso piano nazionale che consenta di avere numeri reali sui volumi erogati a livello agricolo, ma anche per gli altri usi.