Gruppo 183 - IEFE Bocconi - Legambiente

Convegno:
L'attuazione della Direttiva Comunitaria sulle acque (2000/60) in Italia
Sfide e opportunità per una politica sostenibile dell'acqua in Italia

Milano, 17 ottobre 2003


Dibattito:
Siamo pronti ?

Intervento di:

Paola AGNELLO MODICA , CGIL

Io proverò a mettere qualche ulteriore elemento, io chiedo scusa mi avete vista andare e venire con il telefono, come CGIL e come sindacati abbiamo qualche problema in questi giorni aperto, ne cito solo uno, l'amianto, e tutto quello che significa  per i lavoratori che sono stati soggetti, purtroppo, a dover utilizzare l'amianto quando già si sapeva che l'amianto non fa bene, lo dico con questo eufemismo. Parto da questo proprio perché condivido anche io e condividiamo come CGIL che ci sia un impianto normativo nel nostro paese sufficientemente solido e adeguato per cui non serve moltissimo d'altro. Esprimo però qui ad alta voce una preoccupazione altissima, stamattina è stato correttamente citato il principio di precauzione, principio di precauzione che rischia di saltare però, ad esempio in un'altra normativa: la delega approvata in parlamento o al governo per la revisione della normativa in materia di salute e sicurezza fa strame del principio di precauzione e ne inserisce un altro: la compatibilità con le esigenze aziendali. Questo ci preoccupa, perché è proprio un cambio strutturale fondamentale, quindi io penso che purtroppo occorre anche presidiare i principi giuridici, i principi generali che abbiamo nel nostro paese, che sono stati anche anticipatori di quanto poi definito in sede comunitaria, e sicuramente quanto definito in sede comunitaria ci aiuta e ci aiuta fortemente.

Abbiamo le preoccupazioni relativamente a tutto quello che sta avvenendo che non sono di poco conto, non solo non si capisce bene se e come si riuscirà ad assolvere all'impegno di recepire la direttiva nell'arco di un mese e mezzo, due mesi, quindi un tempo ristrettissimo sapendo (e stamattina è stato illustrato molto bene) le complessità che questo comporta, ma le preoccupazioni che abbiamo vanno molto oltre. Sto pensando a una griglia di problemi, la cito per titoli poi lascerò il mio intervento scritto così questo semplifica e mi permette di essere molto più sintetica. Da una parte tutto il tema della globalizzazione e i temi della privatizzazione nella gestione dei servizi, sto pensando a Cancoon e a processi ancora non chiusi rispetto a questo, e da questo punto di vista è assolutamente importante quanto definito all'interno della direttiva europea, ma il ruolo che l'Unione Europea ha svolto in quella sede non ci lascia certo sufficientemente tranquilli. Dall'altra già citata la delega ambientale, cosa apre e cosa aprirà per il futuro, un terzo elemento: la legge finanziaria, può apparire che non entri nulla, c'entra molto, servono comunque risorse per rimettere quantomeno in condizioni accettabili la rete idrica nel nostro  paese, ma non solo, servono risorse anche per la ricerca e l'innovazione sull'utilizzo della risorsa idrica sia a fini civili che a fini industriali, che a fini agricoli, serve intervenire per mettere in condizioni appunto e migliorare la rete idrica nel nostro paese sono previsti 50 milioni di euro, mentre si discute molto di grandi infrastrutture all'interno del nostro paese, questa non è considerata una priorità, non importa, è già dimenticato tutto quello che è avvenuto nel corso dell'estate, le alluvioni che stanno ricominciando ovviamente. Parlo a una platea sicuramente attenta e conoscitrice, quindi mi basta citare effetto serra, il nostro governo potrebbe utilizzare benissimo questo semestre di presidenza dell'Unione Europea per svolgere un'azione di pressione perché Stati Uniti e Russia ad esempio firmino il protocollo e sottoscrivano e aderiscano al protocollo di Kyoto che darebbe soluzioni assolutamente positive e importanti. Ma sto pensando al decretone che accompagna la finanziaria, laddove si parla di condono edilizio, condono edilizio accompagnato da un'altra norma assurda, mentre qui viene detto non c'è una attenzione alla gestione del territorio e non c'è una programmazione sufficiente da parte delle varie amministrazioni pubbliche coinvolgenti anche i soggetti sociali ecc. ecc., mentre non c'è tutto questo viene prevista l'assicurazione obbligatoria in capo alle singole famiglie sulla propria casa in caso di eventi calamitosi, termine orribile ma che definisce bene una condizione assolutamente drammatica. Anche questo è un elemento che entra nell'economia e nella finanza, chi paga, come, con quali finalità e chi gestisce questi soldi, perché non sarebbero gestiti dal pubblico, sarebbero gestiti dalle assicurazioni private. Quello che voglio dire è che per noi diventa essenziale, centrale un diverso modello di sviluppo, che coinvolge tutto, che è uno sviluppo che noi riteniamo sostenibile, consideriamo sostenibile sulla base dei tre principi, dei tre criteri, economico, sociale e ambientale. Dette queste cose, che purtroppo mi hanno già bruciato la metà abbondante del mio tempo, nel merito alcune cose come CGIL vogliamo riaffermare. Abbiamo una preoccupazione in relazione a quanto sta avvenendo sulla gestione dei servizi idrici, anche qui all'interno della finanziaria sono previsti dei provvedimenti ben precisi, con la risorsa acqua considerata direi quasi esclusivamente dal punto di vista della gestione industriale, e condivido quanto veniva detto questa mattina, l'efficienza è una cosa importante ma non può essere l'unico parametro che noi utilizziamo, crediamo che debbano esserci alcune priorità negli interventi che devono essere fatti. Il primo è la tutela della risorsa idrica a partire da quella potabile, e quindi con un diverso trattamento anche delle acque reflue, il secondo relativo agli usi della risorsa idrica nelle attività produttive, è difficile dimenticare come sia stata autorizzata, per fare un unico piccolissimo esempio, l'innalzamento delle acque, della temperatura delle acque di scarico in relazione agli eventi estivi, e tutto quello che ne consegue. Il terzo: serve un programma assolutamente adeguato anche dal punto di vista finanziario di interventi per la manutenzione, il quarto è quello relativo all'assistenza alle famiglie colpite dagli eventi di cui dicevo prima. E per un servizio idrico integrato, premettendo che per noi è diventato un modo di dire significativo al nostro interno "libertà e partecipazione", quindi il termine partecipazione per noi è assolutamente importante, essenziale, ci preoccupa, e rispetto a questo invece ci sono anche dei segnali nella società che vanno in senso opposto, che sono assolutamente positivi, ci preoccupa un approccio americanizzante ai problemi della società. Americanizzante nel senso di individualista, di soggettivo, di ognun per sé, mentre stamattina (e condivido) è stata riconfermata la necessità di interventi integrati, interventi integrati tra territori, interventi integrati tra soggetti istituzionali e non istituzionali, interventi integrati con il mondo scientifico, interventi integrati con la comunità scientifica ma anche economica.

Allora rispetto a questo due ultime battute. Il mondo del lavoro è direttamente interessato, ed è un soggetto attivo, e vuole esserlo sempre di più, in relazione alla gestione dell'acqua, l'acqua nel suo insieme e delle acque, nel suo insieme e in tutte le sue declinazioni, vuole esserlo però esigendo e pretendendo regole molto precise, che non sono quelle di iper dettaglio ma sono le regole che poi da tutti devono essere applicate, quindi con un elemento che non è solo di programmazione ma è anche di controllo. Da questo punto di vista va superato assolutamente quello che è una impostazione che sta emergendo negli ultimi anni di illegalità diffusa delle attività preliminari che vengono sostanzialmente legittimate, premiate e incoraggiate, mentre l'interesse generale viene penalizzato e subordinato a quello privato.

Con questo cosa voglio dire? … e quant'altro portano in questo senso, l'attività e l'impegno invece di connessione delle autorità di bacino, degli Ato, degli enti locali, delle regioni, dello stato, delle varie rappresentanze della società civile sono invece l'unico modo che ci permette davvero di non lasciare il nostro pianeta, e quel po' di acqua che abbiamo, in condizioni peggiori di come l'abbiamo trovata nascendo. Mi pare che il compito di tutti noi nascendo sia poi cercare di lasciare, morendo, un mondo migliore. Credo che questo sia l'impegno di tutti noi.



(trascrizione del testo non ancora verificata dal relatore)