sei qui: HOME > AUTORITÀ DI BACINO > IL RAPPORTO 2003 > II.3 LE ATTIVITÀ DI PIANIFICAZIONE DELLE AUTORITÀ DI BACINO NAZIONALI > II.3.1 ADB PILOTA DEL FIUME TEVERE

II.3.6 AdB del fiume Tevere

Le attività svolte

L’Autorità di Bacino del Fiume Tevere, nei primi anni della sua costituzione, ha perseguito due obiettivi così identificabili:

1. difesa idraulica di Roma;
2. consolidamento del quadro conoscitivo di supporto alla pianificazione.

Il primo obiettivo si imponeva per la rilevanza del tema e in relazione ad un persistente rischio idraulico, noto al mondo scientifico ma non più percepito dall’opinione pubblica (è databile al 1930 l’ultimo straripamento a Roma). Il piano stralcio per la difesa idraulica di Roma, “1° Stralcio Funzionale – PS1 – Aree soggette a rischio di esondazione nel tratto Orte – Castel Giubileo” (approvato il 3/7/1997 con delibera n.65 del Comitato Istituzionale, con successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 1° agosto 1997, n.178, e poi approvato con D.P.C.M. del 3 settembre 1998 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.262 del 9 novembre 1998), ha raggiunto l’obiettivo minimo di non elevare il livello di rischio di inondazione della città di Roma, attraverso la tutela della piana alluvionale compresa tra Orte e Castel Giubileo quale area di laminazione naturale della piena con tempo di ritorno 200 anni.
Con l’approvazione della “Prima elaborazione del Progetto del Piano di Bacino del Fiume Tevere”, adottato dal Comitato Istituzionale con delibera n.80 del 28/9/1999, è stato varato il quadro organico della pianificazione di bacino e dei suoi principali indirizzi. Tale Piano costituisce perciò il quadro di riferimento di tutta l’attività di pianificazione che viene attuata per stralci funzionali.

Il secondo obiettivo di carattere strategico era mirato alla riorganizzazione dell’insieme di conoscenze che vari Enti ed Istituzioni hanno prodotto nel tempo sul bacino del Tevere e alla integrazione di tali conoscenze con studi specifici volti a supportare una efficace attività di pianificazione.
Il quadro delle conoscenze è stato via via consolidato in un sistema informativo territoriale. In particolare, l’Autorità di bacino ha promosso una moderna conoscenza della morfologia del corso principale del Tevere (circa 400 km) con livellazioni di precisione spaziate di 200 metri, integrate da elaborazioni altimetriche digitali di alta precisione derivanti da laser-altimetro aviotrasportato e immagini multispettrali.
Su tali basi, la riorganizzazione dei dati idrologici e idraulici e le elaborazioni modellistiche hanno permesso una accurata definizione delle aree di esondazione del fiume Tevere, che insieme ad un nuovo inventario dei fenomeni franosi, si è consolidata prima nel “Piano straordinario delle aree a rischio idrogeologico molto elevato (d.l. 180/98)”, (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 15 dicembe 1999) e successivamente nel “Progetto di Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico”, adottato dal Comitato istituzionale con delibera n.101 del 01/08/2002.

L’Autorità ha definito un modello di inondazione della città di Roma che permette di calibrare azioni di difesa contestualmente al recupero del fiume e alla sua integrazione nel tessuto urbano di Roma. Tale attività è contenuta nel “Piano stralcio per il tratto metropolitano del Tevere da Castel Giubileo alla foce” (PS5) licenziato dal Comitato Tecnico nella seduta del 26/06/2003 e sottomesso all’adozione da parte del Comitato Istituzionale.

Per gli aspetti che concernono la tutela delle risorse idriche, con particolare riferimento al bilancio idrico, alla definizione delle quote di risorsa da destinare agli ecosistemi acquatici, alla ricognizione delle utilizzazioni in atto e del quadro concessorio, sono stati condotti studi specifici. Tali studi si sono articolati in fasi successive che hanno comportato la riorganizzazione dei dati idrologici relativi alle portate di magra disponibili in nodi strumentati del reticolo idrografico e la loro regionalizzazione sul reticolo periferico. Ne è scaturita una prima interpretazione in tale chiave del deflusso minimo vitale sintetizzata nello studio “Gestione integrale degli invasi e definizione del deflusso minimo vitale”.

Proseguendo su questa linea sono stati condotti studi sperimentali in 19 sezioni significative del reticolo idrografico con il metodo dei microhabitat. Sono state, inoltre, individuate le portate ottimali per il ciclo riproduttivo di specie ittiche di riferimento (trota e barbo). Tale attività ha permesso una prima taratura delle valutazioni sul deflusso minimo vitale dedotte su base idrologica. Gli studi in questione sono:

- “Biomonitoraggio del basso corso dei fiumi Tevere ed Aniene”;
- “Studio ittiofaunistico del basso corso del Tevere”;
- “Misure idrometriche per la definizione metodologica delle portate di minimo vitale”;
- “Studio delle popolazioni ittiche per la definizione metodologica delle portate di minimo vitale del bacino idrografico del fiume Tevere”.

Il problema del minimo deflusso vitale è attualmente in fase di revisione attraverso una migliore definizione del deflusso di base sulla periferia del reticolo perenne (sorgenti puntuali e lineari), meglio precisato attraverso la definizione del bilancio idrogeologico delle idrostrutture che ospitano acquiferi significativi.
In particolare, l’Autorità di Bacino del Fiume Tevere ha ultimato studi idrogeologici dei sistemi vulcanici e carbonatici.
Parallelamente dal 1997 l’Autorità di bacino, ha promosso studi per l’interpretazione dello stato di qualità del fiume e per la ottimizzazione delle azioni di risanamento. La trattazione dei numerosi, ma non sistematici, dati chimico-fisici delle acque, ha permesso attraverso elaborazioni statistiche di individuare i principali punti di impatto sul reticolo principale e di formulare scenari di risanamento attraverso l’analisi delle pressioni. Tali elaborazioni sono alla base degli Obiettivi per i Piani di tutela adottati dal Comitato Istituzionale.

Sono state, inoltre, concluse le pianificazioni di settore che hanno riguardato sistemi critici in aree sensibili del bacino:

- “Piano stralcio del Lago Trasimeno”
- “Piano stralcio del Lago di Piediluco”

Il quadro della pianificazione realizzata e in corso viene di seguito riportato.

Master Plan Prima elaborazione del Progetto di Piano di BAcino del Fiume Tevere Adottato con delibera Delibera n. 80 del 28/9/1999
Piani stralcio tematici a copertura di Bacino Piano straordinario aree a rischio idrogeologico molto elevato (d.l. 180/98) Pubblicato sulla G.U. n. 293 del 15/12/1999
. Progetto di Piano stralcio di assetto idrogeologico(l. 365/00) Adottato dal Comitato Istituzionale nella seduta del 01/08/2002
. Piano stralcio per la programmazione e l'utilizzazione della risorsa idrica superficiale e sotterranea(bilancio idrico- d.lgs. 258/00) In itinere
. Piano stralcio degli aspetti ambientali del Bacino In itinere
Piani stralcioper aree specifiche 1° Stralcio Funzionale - PS1 - "Aree soggette a rischio di esondazione nel tratto Orte - Castel Giubileo" Approvato con D.P.C.M.del 3 Settembre 1998
. Piano stralcio per il tratto metropolitano del Tevere da Castel Giubileo alla foce Licenziato dal Comitato Tecnico nella seduta del 26/6/2003 e in attesa di adozione
. Piano stralcio per la salvaguardia delle acque e delle sponde del Lago di Piediluco Adottato dal Comitato Istituzionale nella seduta del 25/02/2003
. Piano stralcio per la fascia costiera In itinere
. Piano stralcio del Lago Trasimeno Approvato con D.P.C.M.del 19 Luglio 2002
. Piano stralcio dell'Alto Tevere In itinere

Le attività in corso

Con la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/EC del 23 ottobre 2000, il Parlamento Europeo ed il Consiglio dell’Unione Europea hanno promosso iniziative per una applicazione omogenea ed univoca della “politica delle acque” a livello comunitario. Nel corso della riunione dei Direttori delle Acque del 21/22 novembre 2002, si è conclusa la prima fase della Strategia Comune di Implementazione di tale direttiva con l'approvazione delle linee guida e degli strumenti condivisi predisposti dagli Stati Membri dell'Unione Europea e dalla Commissione atti supportare e facilitare l'attuazione della Direttiva.
La seconda fase della Strategia Comune d'implementazione della Direttiva prevede l'applicazione di tali strumenti e linee guida in bacini pilota selezionati tra i bacini idrografici degli Stati Membri. Nel corso della stessa riunione è stata formalmente accettata la proposta avanzata dall'Italia di effettuare l'anticipazione sperimentale della Direttiva nei bacini dei fiumi Cecina e Tevere.

Si riporta l’elenco delle linee guida in cui è attualmente impegnata l’Autorità di Bacino del Fiume Tevere per le attività di testing:

WATER BODY Horizontal guidance document on the application of term water body
. .
WG2-1-PRESS-IMP WG 2.1 Analysis of pressures and impacts
WG2-2-MOD-WATER WG 2.2 Identification and designation of heavily modified water bodies
WG2-3-RC-INL-SW WG 2.3 Reference conditions for inland surface waters
WG2-4-TR-CO-WAT WG 2.4 Typology and classification of transitional and coastal waters
WG2-5-INTERCALI WG 2.5 Inter-calibration
WG2-6-ECON-ANAL WG 2.6 Economic analysis
WG2-7-MONITOR WG 2.7 Monitoring
WG2-8-ASS-CL-GW WG 2.8 Tools for assessment and classification of groundwater
WG2-9-BEST-PRAC WG 2.9 Best practices in river basin planning
WG3-1-GIS WG 3.1 Geographic Information Systems
WG4-1-PRB-GENERAL WG 4.1 General list concerning the integrated testing in pilot river basins

L’Autorità di bacino ha in corso la pianificazione della programmazione ed utilizzazione della risorsa idrica PS9.
Parallelamente sono state attivate di concerto con le regioni del bacino le attività ricognitive della morfologia di alta precisione anche nel reticolo secondario e minore ai fini di un aggiornamento del Piano Stralcio di assetto idrogeologico.