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I.2 I contenuti della pianificazione di bacino. Il Rapporto 2003


La prima stesura annuale della presente pubblicazione, intitolata La pianificazione di bacino. Rapporto 2003, è intesa come presentazione delle più rilevanti attività di pianificazione rese operanti dalle Autorità di bacino di rilievo nazionale nei tempi recenti, in conseguenza dei significativi adempimenti legislativi inerenti alla pianificazione dell’assetto idrogeologico e alla tutela delle risorse idriche.
A tal fine, il Rapporto è suddiviso in due parti: una prima dedicata all’approfondimento del lavoro analitico svolto sugli strumenti di pianificazione e una seconda dove si riportano le schede di analisi approntate per la diffusione attraverso la rete internet.
La prima parte, poiché introduce un primo approccio sistematico riguardo all’operato delle Autorità di bacino di rilievo nazionale relativo alla pianificazione di bacino, ha richiesto l’inserimento di un quadro introduttivo sul tema con un duplice compito:

1. descrivere i contenuti essenziali delle pratiche di difesa del suolo, soprattutto in termini di riferimenti legislativi, e introdurre le attività pregresse e in corso da parte delle Autorità di bacino;
2. approfondire una selezione di temi di particolare interesse che sembrano rappresentare i tratti qualificanti dei piani analizzati e che diventano chiavi di lettura per una prima indagine comparativa dei contenuti della pianificazione di bacino.

La seconda parte propone in versione cartacea le schede su supporto informatico approntate per la versione internet del servizio informativo. Le schede costituiscono il corpo informativo e documentale da cui nasce l’approfondimento analitico presentato nel Rapporto 2003.

Secondo questo schema organizzativo il Rapporto 2003 è strutturato in diversi capitoli:

- il primo capitolo introduce l’attività del Servizio di informazione mettendone in evidenza obiettivi e programma di lavoro. Segue l’enunciazione dei contenuti e dei criteri di redazione del Rapporto, con l’esplicitazione dei limiti e delle cautele assunti nelle attività del Servizio e con l’individuazione di possibili percorsi di approfondimento per il prosieguo dell’attività;
- il secondo capitolo tratteggia sinteticamente l’evoluzione disciplinare che ha interessato la pianificazione di bacino in Italia con l’approfondimento della componente legislativa che ha accompagnato la redazione degli strumenti di pianificazione delle Autorità di bacino nazionali e dei conseguenti compiti istituzionali delle Autorità stesse. Un’ulteriore sezione del capitolo, la cui redazione è stata curata direttamente dalle Autorità di bacino, presenta le attività di pianificazione svolte dalle singole Autorità fino ad oggi e quelle in fase di ultimazione o di nuova formazione. Questo al fine di costruire un quadro di concetti e procedure rispetto a cui riferire l’analisi critica degli strumenti di piano schedati;
- il terzo capitolo, che chiude la prima parte del Rapporto, propone un tentativo di analisi comparata dei piani e dei documenti oggetto di schedatura. Il criterio adottato prevede che la lettura comparata avvenga mediante l’identificazione di temi emergenti che mettono in evidenza i contenuti rilevanti, i nodi problematici o i possibili sviluppi della pianificazione di bacino;
- la seconda parte, con i capitoli che la compongono, propongono l’attività svolta nell’ambito del contratto di servizio tra Autorità e Gruppo 183, in particolare l’attività di schedatura degli strumenti di pianificazione inerenti ai temi ritenuti di interesse prioritario che riguardano l’assetto idrogeologico e la tutela delle risorse idriche. Alla riproposizione delle schede analitiche predisposte per il sito internet e adattate per la pubblicazione, viene anteposto un capitolo in cui sono esposti i criteri che hanno informato la redazione delle schede.

E’ evidente che il contributo originale riscontrabile nel Rapporto 2003 dipende dai contenuti del capitolo in cui sono proposti i temi emergenti che sembrano aver caratterizzato la recente stagione della pianificazione di bacino in Italia. Al riguardo è possibile proporre alcune anticipazioni essenziali.
Il capitolo sui “Temi emergenti” del Rapporto 2003 si pone l’obiettivo di individuare alcuni elementi condivisi nelle diverse esperienze di pianificazione e di porre a confronto metodi e tecniche approntate dalle Autorità di bacino per rispondere alle richieste formulate alla pianificazione di bacino dall’evoluzione della legislazione vigente. Attraverso la lettura di tali temi nelle esperienze concrete dei piani stralcio di bacino, il rapporto individua i diversi contenuti metodologici espressi e propone alcune linee interpretative sui possibili sviluppi delle azioni di piano intraprese. Le ipotesi interpretative si mettono in rilievo i diversi approcci alla pianificazione di bacino promossi dalle singole Autorità di bacino, ponendo particolare attenzione alla ricchezza e alla varietà dei contributi metodologici proposti all’interno degli strumenti di pianificazione e, quindi, alle innovazioni riscontrabili nell’operato delle Autorità.
La scelta dei temi è avvenuta secondo due criteri principali:

1. la possibilità di estendere il campo di analisi alle attività di pianificazione di tutte le Autorità di bacino;
2. la selezione di molteplici chiavi di lettura utili per una lettura comparata attenta alla fertile diversità esistente negli strumenti di pianificazione analizzati.

I temi emergenti sono, quindi, funzionali alla rappresentazione di quei nodi interpretativi che presentano le maggiori potenzialità per una lettura comparata e per una valutazione di prospettiva. Una prima selezione di temi è stata effettuata per le due principali anime della pianificazione di bacino, che hanno costituito l’oggetto della fase analitica del Servizio di informazione: la pianificazione dell’assetto idrogeologico; la tutela delle risorse idriche, identificabile negli obiettivi di qualità delle acque e nella definizione del bilancio delle risorse idriche.

I principali temi che sono emersi nell’analisi dell’attività di pianificazione promossa dalle Autorità di bacino, con diverso grado di definizione in relazione alla natura degli strumenti considerati e al loro iter di approvazione, sono i seguenti:

1. l’evoluzione del piano di bacino in conseguenza della pianificazione a carattere di emergenza;
2. la definizione degli ambiti di pericolosità idraulica e di frana;
3. la definizione dei livelli di rischio idraulico e di frana;
4. la gestione del piano: gli interventi strutturali e non strutturali;
5. l’efficacia normativa del piano e i rapporti con la pianificazione urbanistica e territoriale;
6. i rapporti tra piano di bacino e piani regionali di tutela delle acque;
7. gli obiettivi di qualità delle acque;
8. il bilancio delle risorse idriche;
9. la definizione del minimo deflusso vitale dei corsi d’acqua.